Sono con voi

Nel mio passato studentesco, la militanza ha sempre rappresentato un momento di crescita individuale e collettiva, sia dal punto di vista politico che sociale.

Oggi, dopo che il governo dei fantocci ha segnato un altro provvedimento meritorio di pura e semplice indignazione, perché la Cultura non si tocca, il Futuro non si tocca, si svolge lo sciopero generale degli studenti, dei professori, delle scuole e delle università Ed io decido, ancora una volta, da che parte stare. In coerenza ai tanti anni di lotte, alcune cruente, decido di stare dalla parte di chi dovrebbe pagare per una politica reazionaria, filofascista, antidemocratica, autoritaria, da stato di polizia.

La Repubblica é libera, é democratica e fondamento della libertà e della democrazia é pure l’Istruzione libera e garantita a qualsiasi grado e livello. Perché le scuole e le università preparano quelli che saranno le donne e gli uomini che avranno la responsabilità del futuro di questo paese. Donne e uomini dal sapere povero, saranno l’ossatura di un paese debole, ove i pochi potranno spadroneggiare sui tanti, in una perfetta visione autoritaria del potere. Questa pseudo-riforma, come l’hanno voluta battezzare i cari governanti in carica, é l’essenza di questa visione sciagurata. Tagliare fondi all’istruzione, cristallizzare le situazioni di baronaggio attive, depauperare le risorse destinate alla cultura, rendere l’istruzione un discorso legato al censo: i più poveri riceveranno un’istruzione sempre più povera. I più ricchi, quelli che potranno pagarsi le rette da migliaia di euro degli istituti privati, avranno accesso al sapere: a loro uso e consumo di classe.

E in quest’ottica vengono fuori le novità che sembravano relegate in un passato ormai di vent’anni e più. I fascisti che aggrediscono le manifestazioni pacifiche. Quelle fogne nere, quella marmaglia di teppisti violenti e ignoranti, sono usciti fuori dalle loro luride tane, con superbia e arroganza, nella certezza dell’impunità garantita dallo stato. Gli episodi di Piazza Navona ieri e le dichiarazioni spaventose di un Cossiga (basti leggere questo articolo per avere un’idea della pericolosa deriva che, certuni, vorrebbero intraprendere), mi hanno fatto tremare e ribollire il sangue nelle vene.

Occorre che tutti prendano una posizione decisa, che tutti facciano la propria parte. Che il tam tam della democrazia rimbalzi per ogni dove, anche qui, su internet, dalle pagine dei nostri blog. Anche se non siamo più studenti, anche se non siamo insegnanti, professori: ma la cultura e l’istruzione sono e devono essere di tutti e devono essere difese da tutti, indistintamente. In due anni, quasi, di potere, questo governo di burattini gestiti dal grande burattinaio in doppiopetto, stà minando pesantemente tutto ciò che era stato conquistato con anni di sacrifici, lotte, sangue.

Del resto, da un piduista (chi, dei giovani, sa cosa sia la P2?) non dovrebbe sorprendere il fatto che egli abbia portato avanti le tesi di un manifesto (il cd. “Piano di Rinascita Democratica”) che venne dichiarato eversivo dalle stesse istituzioni democratiche dello stato. Rileggendo quel compendio di criminale aggressione alla democrazia, fa riflettere che tante, troppe coincidenze si ritrovino nel programma di partito di Forza Italia prima e del Popolo delle Libertà poi… Del resto, qualcuno ebbe a dichiarare:

«Berlusconi è la materializzazione di un sogno antico, accarezzato da quel tale Licio Gelli… Andate a rilegervil il Piano di rinascita… Forza Italia è un partito tutt’altro che nuovo, è la riedizione – con lo stile e i mezzi degli anni Novanta – delle “premonizioni” gelliane. Al pari della Loggia P2, il partito berlusconiano è un’invenzione di uomini di potere, una creatura costruita in laboratorio e messa in circolo attraverso il monopolio televisivo privato… La P2 era nata per tutelare grandi interessi affaristico-massonici attraverso il diretto controllo del potere politico e dei corpi dello Stato; Forza Italia nasce allo scopo di perseverare il potere politico-affaristico del gruppo Fininvest e delle “entità” che lo hanno generato, non più tutelati dall’asse di ferro Dc-Psi»

Chi disse ciò? Umberto Bossi, in Tutta la verità, Sperling & Kupfer 1995, pagg. 31-32. Bello, vero? La gente ha la memoria corta, purtroppo…

E’ ora che si risveglino le coscienze. Non é dei fantasmi creati ad arte per giustificare uno stato di polizia che dobbiamo aver paura. Ma della violenza di stato. I primi non esistono: ma la seconda si. Ed è sotto gli occhi di tutti.

Continue reading » · Rating: · Written on: 10-30-08 · No Comments »

Fugace

Sei entrata nella mia vita improvvisamente come improvvisamente ne sei uscita… Senza volerlo…

Un raggio di sole improvviso in un cielo di burrasca, così intenso e luminoso da restare abbagliati…

Oggi quel Cielo si é richiuso, tiranno, portandoti via con se per sempre. E i tuoi grandi occhi verdi non brilleranno più tra i colori di questa Terra imperfetta. Né più il tuo grande sorriso illuminerà le giornate di chi ti ha voluto bene ed amato.

Un fugace rifulgere di intense emozioni che resteranno impresse dentro di me e i tuoi occhi continueranno a brillare nel mio ricordo, il tuo sorriso ad illuminare la tristezza per la tua assenza, il tuo cuore grande a battere nel mio…

Ovunque tu andrai, Buon Viaggio.

Continue reading » · Rating: · Written on: 10-28-08 · No Comments »

- chiuso per manutenzione -

P.S. Il motivo é semplice. Giustamente qualcuno afferma che io sono fuori luogo in questo contesto.

Ha perfettamente ragione! E gli stringo la mano, senza alcuna ironia di sorta e il massimo della sincerità. Davvero.

Perché, o io per 35 anni ho vissuto nel mondo di Alice, o qui la gente diventa pazza. Ma pazza non così tanto per, ma di fuori come i terrazzi. E, francamente, di fronte a certi spropositi resto allibito e senza parole.

Mah… Meno male che la mia vita non si esaurisce qui e che ho mille altre cose da fare e mi rinfranco vedendo che non sono io Alice, altrimenti… Povero mondo! Già solo sentirsi dire oggi “Apprezzo molto quello che hai fatto. Anche il solo sapere che ci sei mi aiuta.”, ti ripaga dell’inutile perdita di tempo di mille discorsi folli.

Prendiamola a ridere, via: del resto, al corso di primo soccorso si insegna che i folli in preda alle crisi vanno sempre trattati con ferma accondiscendenza e un sorriso sulle labbra. Per cui, ecco il sorriso. :)

Un sorriso che estendo ad altri pazzi, stavolta dei pazzi savi, riprendendo uno slogan che segnò la mia vita di studente per sempre: La Pantera siamo noi! Resistete ragazzi: questo é ancora un paese democratico, nessuno, dico, nessuno può permettersi di militarizzare i luoghi di studio, come intende fare questo governo di mascalzoni fascisti a sostegno dei suoi progetti di omicidio del libero sapere in libere scuole e libere università pubbliche. La 133 e la 137 non possono passare.


Disclaimer: II presente post NON é legato alla polemica tra me e @neon, ma riguarda un’altra persona, sempre dell’ambiente, e per un discorso differente e personale. Così, a scanso di equivoci: oggi domani un concorso o un avvocato…

Continue reading » · Rating: · Written on: 10-19-08 · No Comments »

Stanchezza

Piangermi addosso, non é mai stato un esercizio che mi sia piaciuto fare.

Non serve a nulla. Non porta a nulla. I vittimisti sono persone vuote che hanno bisogno della presenza altrui per sentirsi vive: i vittimisti sono incapaci di vivere da soli. Semplicemente dipendono dagli altri. Io non sono un vittimista. Perché so stare solo.

Non voglio piangermi addosso, allora, ma sfogarmi di troppi, tanti mesi, vissuti sul filo del rasoio, cercando un equilibrio impossibile, perché materialmente instabile. E’ proprio come il concetto di equilibrio stabile e instabile in fisica: la famosa pallina sulla cima della convessità é in equilibrio instabile, perché basta un infinitesima perturbazione perché cada giù; la stessa pallina sul fondo della convessità, invece, é sempre in equilibrio stabile: qualsiasi perturbazione che ne modifichi lo stato, lei tornerà sempre al suo punto di equilibrio.

Paradossalmente, ho rincorso un equilibrio sulla cima della convessità, spendendo infinite energie per mantenerlo innaturalmente stabile.

Ho rincorso sogni, realtà irreali. E a poco basta dire che non sono stato il solo, che le cose si fanno sempre in due: tu, hai partecipato di persona fino a ieri a questa folle emorragia di energie, e non puoi nasconderti dietro ad un dito… Ma, come si fanno in due le cose, avrei potuto tirarmi indietro e fermarmi prima e lasciare che il tuo perenne moto caotico, non intaccasse un mio nuovo equilibrio stabile che mai, finora, si é verificato. Errore mio.

E’ sopraggiunta la stanchezza. Forse. O forse é semplice sconforto, al vedere che gira e rigira, non esiste alcuna volontà di superare delle difficoltà che, in fondo, non hanno ragione d’esistere.

Ma, forse, come sostiene qualcuno, il problema si può risolvere solo se ha una soluzione. Se una soluzione non c’é, il problema, semplicemente, non esiste. Ma non é possibile stabilire, tuttavia, se tutte le condizioni al contorno siano state considerate… Non é possibile neppure determinare se il problema sia indeterminabile oppure possa avere una soluzione determinata. E’ come avere davanti un sistema di equazioni a più variabili e scervellarsi per capire se, per caso, non si sia dimenticata qualche ipotesi iniziale che permetta di trovare una soluzione determinata o, se per caso, le ipotesi siano effettivamente quelle e il sistema resterà indeterminato, quindi, senza soluzione.

Ecco, alla fine, ciò che ha permeato mesi e mesi della mia vita recente. E tu, in tutto questo, non hai saputo fornire una sola spiegazione, una sola condizione al contorno valida: ti sei limitata a scompaginare, di volta in volta, il peso delle variabili e ad applicare un nuovo sistema di riferimento, portando ad un nuovo sistema di equazioni diverso dal precedente. E la storia ricominciava.

Hai parlato di “confusione”, fino all’altro giorno. E hai parlato pure di “scelte fatte”, sempre fino all’altro giorno. Hai parlato di “deliri” e hai parlato di “cose concrete”. La mattina presentavi una certa serie di condizioni, la sera la avevi già modificata, nell’arco di un fiat.

Alla fine hai scelto di non scegliere e di non assumerti alcuna responsabilità. Almeno per quel vagheggiato futuro di quando sarà.

Alla fine mi rifiuto io di seguire un ordine caotico di pensieri scoordinati. E’ tempo inutile, e in quanto inutile non esiste: e per questo non si può dargli importanza.

Rammarica che, in tutto questo, restino coinvolte figure che, forse, meritavano maggiore rispetto: in fondo non hanno colpa nel moto di tutto questo treno di pura follia, guidato da un macchinista ubriaco e gestito da un capotreno impazzito. Loro sono i passeggeri, forzati a restare a bordo: l’unica loro alternativa sarebbe gettarsi giù… Ma non é semplice neppure qui, in un sistema in continuo mutamento, determinare quali siano i punti di riferimento, sulla base dei quali descrivere il sistema e risolverlo. Quasi come se il punto di origine degli assi e gli angoli tra gli assi, invece di restare fisso, si spostasse indefinitamente in tutte le direzioni, costringendo, ogni volta a correggere il tutto per rapportarlo al nuovo riferimento. Ed in questo contesto, non é possibile neppure avere la capacità di poter tenere una direzione determinata. E’ come avere a che fare con un moto browniano studiato in un sistema di riferimento che non ha riferimenti. Di conseguenza non é semplice mantenere un atteggiamento coerente. Ci provi, ci tenti: ma la mattina, come sempre, arrivano nuove condizioni al contorno che ti fanno mutare quell’atteggiamento e l’opinione appena fomata. E la sera già sei costretto ad un nuovo aggiustamento. Gli eccessi, alla fine, inclusi quelli mortificanti di questi giorni, non sono nient’altro che conseguenze.

Sono stanco. Sono stanco della tua confusione. Dei tuoi colpi di testa. Dei tuoi cambiamenti repentini di idee. Del tuo continuo mutare atteggiamento. Del tuo continuo modificare gli equilibri non appena si stiano formando. Del tuo mutare dal giorno alla notte un’idea, un pensiero, un’opinione, un progetto. Senza neppure chiederti se si tratti di inezie tipo come si debba aprire un pacchetto di patatine o se si tratti di scelte importanti come pianificare la vita futura. Sono stanco della tua incapacità di dare il giusto peso alle parole, ai pensieri, agli argomenti che tratti. Sono stanco della tua facilità nel mancare di rispetto ai sentimenti: non solo quelli miei, ma di tutti quelli che ti vogliono bene. Tutto ciò non é serio. E ciò che non é serio non merita perdita di tempo inutile.

In fondo, il tempo inutile, quello a cui è meglio dare poca importanza, non esiste.

Adesso basta.

Continue reading » · Rating: · Written on: 10-19-08 · No Comments »

RomeCamp2008 – III

Riflettendo sul fatto che partiamo tutti più o meno dallo stesso posto, per andare a prendere parte ad un evento che si preannuncia più che interessante, ho pensato che un incontrino prima della partenza tra noi blogger non sarebbe stata una cattiva idea.

E così, dopo una breve twitter-messengerata, ho buttato giù l’idea.

Un incontro preliminare tra tutti i blogger, quelli che partono e quelli che restano, per portare a Roma un nostro contributo comune. Un’idea, un messaggio, una proposta, anche un semplice saluto.

Ecco allora che ha preso forma l’idea di una blogcena, la CuSemublogcena. Perché la cena? Oziosa domanda da non siciliani, evidentemente: considerata la vita notturna dei più, la cena é il momento migliore per tutti. Perché un incontro conviviale (usiamo il parolone, dai!)? Carusi, si parla meglio davanti al piatto pieno. Non solo, comodamente e serenamente. Perché cu semu? Ppi sapiri cu semu a Roma!

Allora per tutti l’invito é per il 17 Novembre 2008 (orientativo), alle ore 20.00, luogo da definire. I partecipanti sono invitati ad iscriversi qui.

Continue reading » · Rating: · Written on: 10-16-08 · 21 Comments »

RomeCamp2008 – II

Alla fine il luogo dove fare il RomeCamp2008 é stato deciso. Presso la Facoltà di Economia “Federico Caffé”, Università di Roma 3, in Via Silvio d’Amico 77, vicino alla Garbatella.

Per quanto mi riguarda, partirò il giorno 20 Novembre (Giovedì) alle 18.25 con volo WindJet. Il rientro é previsto per il giorno 23 Novembre (Domenica) col volo WindJet delle 20.20. In totale 61,13 euro, tasse incluse.

Stò ancora cercando l’alloggio… Sono un pò indeciso, per il fatto che la zona della Facoltà é un pò lontana dal centro di Roma, per lo meno quello turistico, e i B&B non abbondano. Vedremo.

Il buon Snapshot si aggrega a me. Chi ha intenzione di partecipare e unirsi al gruppo, faccia pure un fischio.

Continue reading » · Rating: · Written on: 10-06-08 · 8 Comments »