Il buon Fini?
Da un po di tempo seguo con un certo interesse le uscite pubbliche del nostro Presidente della Camera, al secolo Gianfranco Fini.
Ad onor del vero e in tutta onestà, devo ammettere che la posizione di un ex missino, fascista (all’epoca) dichiarato, di fronte agli obbobri del ventennio, mi stanno lasciando alquanto stupefatto.
Volendo essere dietrologi, viene da chiedersi cosa possa celarsi dietro tutta questa serie di prese di posizione del Nostro. Non saprei figurarmele. Tuttavia fa impressione, benevola, il fatto che, senza mezzi termini, il Fini ex-fascista, si esprima, soprattutto sulle tematiche dell’antisemitismo, in termini innegabilmente chiari e netti, di durezza e di condanna.
Una leggiucchiata qui, spiega il perché di queste mie considerazioni.
Va da se che, comunque, non ho cambiato le mie idee politiche, ma che, in una democrazia, il rispetto per le opinioni altrui e, pure, la capacità di saper leggere ed ascoltare, sono essenziali per ogni buon democratico. Anche se queste opinioni e pensieri, provengano da un avversario.
Anche perché, a dirla tutta, Fini ha messo il dito in una piaga che si tende a tener nascosta e celata. Il ruolo della Chiesa e di buona parte dei buoni cattolici nell’ambito della questione delle Leggi Razziali del ’38 e, più in generale, della politica nazionalista praticata durante il ventennio.
E la cosa che desta ancora più sorpresa, é certamente l’atteggiamento fortemente critico di un Fini che, teoricamente, dovrebbe essere politicamente più a destra di colui che dichiarò che durante il fascismo gli oppositori politici al confino venivano inviati “in vacanza”, anziché per essere perseguitati… C’é da meditare e parecchio.
Beh… Buona lettura.





