E poi…
… sei arrivata tu, inattesa come la pioggia d’estate, e il mondo non è più come prima…
… sei arrivata tu, inattesa come la pioggia d’estate, e il mondo non è più come prima…
Stasera è una serata un po’ così…
Poca voglia di chiacchierare amenamente, un film stupido tanto per passare il tempo e lo scroscio della pioggia in sottofondo.
“Ciao, come stai oggi?”
E’ quasi un tuffo nelle emozioni: non sempre si ha il tempo di viverle o di volerle vivere fino in fondo.
Si fa finta di non sentirle, travolti dalle tante cose da fare: un pragmatismo di routine. Buttarsi a letto in fondo alla giornata, per un sonno i cui sogni l’indomani non si riuscirà a ricordare. E non si saprà se saranno stati brutti o belli.
Manca la dolcezza della ninna-nanna, il mugolio sommesso, battendo la testa sul cuscino, come facevo da bambino per addormentarmi. L’innocenza di quando tutto era ignoto e la vita una continua scoperta priva di esperienze.
A volte, manca la sensazione di una semplice carezza sui capelli, quel sentirsi rassicurati, quel sentirsi guidati. Era bello lasciarsi portare per mano e riporre la propria totale fiducia in chi ti guidava.
Oggi, tocca a me dare la mano, guidare, insegnare, stare attento a non sbagliare, a non commettere errori. Oggi, la responsabilità della mia vita è nelle mie mani. Manca l’innocenza ed è vietato cedere troppo alla semplicità dell’istinto: andare per odori, come gli animali, reagire di riflesso, agire d’istinto, appunto.
Sembra non ci sia spazio per sentire: come nel lasciar trasportare i propri pensieri dal sibilo del vento, sotto un cielo di stelle, nel deserto della montagna, senza rumori molesti, se non il suono del vento che ti afferra i capelli e riempie le tue orecchie… Come la nenia della buonanotte.
Sembra non ci sia spazio per la forza dirompente di un sorriso, che spazzi via gli imbarazzi e rompa gli indugi dei silenzi forzati.
Sembra come se tutto si avviti su se stesso, in un informe gomitolo di eventi difficili da dipanare e da capire.
“Ciao, come stai oggi?”
Si vive così: come prede di un ineluttabile destino. Ghermite dagli eventi e graffiate e ferite, le urla come lo stridore delle unghie a grattare una lavagna. Insopportabile. Eppure… Si ha ancora la voglia di sorridere: sì
Inutile domandare troppo alla propria testa: certe risposte non ci è dato conoscerle. Perché mai doverle immaginare? Quando, in fondo, basterebbe attenderle?
L’esperienza sa essere una pessima consigliera nel distruggere i sogni in nome del pragmatismo con cui tentiamo di nascondere il cuore, non facendogli sentire più nulla. Solo il digrignare dei denti, l’oblìo dei pensieri per le cose da fare, il lacerarsi continuamente dietro a rabbie che non hanno un senso: i conflitti nascono troppo spesso dalle questioni di principio addotte dall’esperienza, per essere veramente reali.
Meglio che me ne freghi, allora: si fotta il buon senso, si fotta la ragione, si fotta l’esperienza. Alla fine, la vita è fatta per essere sentita. E anche la sofferenza, se occorre, fa parte del gioco. Perché la ruota gira, perché non sempre le cose procedono per un verso, perché tutto può essere cambiato, perché non può piovere per sempre. Perché, anche mentre piove, non ha senso ripararsi: c’è più vita nel sentirsi scorrere l’acqua sul viso…
L’abbraccio di una cugina lontana e che, dopo anni, ho ritrovato semplicemente adorabile.
Il complimento di una persona cara, che non fa mai male al morale.
Il respiro di Ben all’unisono col mio e il calore del suo corpo che riscalda il mio viso poggiato su di lui.
Una risata con una persona poco più che sconosciuta.
Lo sfogo di una donna, solo in apparenza forte.
L’azzurro del cielo, mentre la brezza accarezza i miei capelli.
Piccoli pezzi di me e della mia anima… Che accompagnano i miei giorni e mi fanno semplicemente sorridere alla vita…
Devo dire che i vecchi vizi non muoiono mai… Stanotte ho dato una mano ad una persona amica per risolvere qualche problema di natura tecnica.
Risultato: sono andato a dormire alle 4.00… Alle 6.25 la sveglia suonava…
AAAAAAAAARRRRRGGHHHHH!!!!
Mi domando: sono io troppo buono e ci casco sempre, oppure ho solo fatto quel che tutti avrebbero fatto?
Non saprei… Intanto sbadiglio, vado a prendermi un caffè e, poi, se ne parla.
Dall’HTC è tutto, per ora.
Inizio questo post con un sorriso. Perché il cuore sorride. Sorride per certe belle novità apprese. E sorride perché é abituato a voler bene e non riesce ad odiare.
Abbiamo due modi di reagire completamente differenti. Tu odi la solitudine e ti terrorizza l’idea di restare da sola. Io la coltivo, perché mi piace ripartire da me stesso per affrontare la vita a testa alta, come mi é sempre piaciuto fare. Sono due modi di fare diversi, ma, in fondo, il contenuto non cambia: ed é andare avanti e guardare al domani col disincanto di chi, il domani, lo aspetta vivendo il presente nel migliore dei modi.
Sorrido nel vederti finalmente serena. E’ uno stimolo in più nel dirmi che é stata la scelta giusta, quella fatta. Ed é un modo per capire che siamo capaci, tutti e due, di saper andare oltre le comuni miserie della natura umana. Che se qualcosa di bello esiste, lo sappiamo apprezzare, senza tornaconti personali.
In tanti anni, il mio unico cruccio era che tu potessi andare avanti, pur con tutti gli impedimenti che ti hanno ostacolata. Tante volte te ne sei andata sbattendo la porta. Ma non hai mai avuto il coraggio di dire sul serio “no!”, fino in fondo, a ciò in cui realmente credi.
Tra un pò raggiungerai quel traguardo per il quale hai lottato e che, spesso, temevo che non si realizzasse. Sarò con te, pure in quei momenti, a godere della tua meritata vittoria. E sono contento del fatto che quello sarà uno degli ultimissimi passi che ti porteranno a staccare il biglietto per il mondo. La realizzazione dei tuoi sogni e di te stessa.
A chi, come me, ha già realizzato tante delle sue aspirazioni, questo non può che fare un piacere immenso. Soprattutto se la persona interessata é una delle pochissime persone che io stimi realmente. Sono abbastanza “vecchio” per saper apprezzare non solo l’entusiasmo, ma anche tutto il resto.
Sorride il cuore, anche perché, in questi giorni, ho visto che ho ancora energie da vendere, che valgo tanto, che credere in me stesso mi da ancora tutti gli stimoli necessari per saper apprezzare la vita, pur dopo parecchie batoste subite. Non ho bisogno di apparire, come mai ho fatto nella mia vita. E con umiltà e perseveranza riesco a realizzare. Poco o tanto, non importa: realizzo, é questo ciò che conta!
Quella paura che mi attanagliava, alla fine di una lunga parte della nostra vita passata insieme, non c’é più. Ho superato me stesso, ancora una volta. Il mio biglietto per il mondo io l’ho già staccato e con l’entusiasmo di una nuova fase della mia vita, lo affronto con animo sereno.
Non mi pento di nulla. Sono cosciente che tutto ciò che andava fatto, l’ho fatto. Adesso ne vedo i frutti, finalmente. E posso dirti, senza alcuna remora, buon viaggio: il mondo ti aspetta con nuove sfide, e nuove vittorie.