E se censurassero Internet?

Beh… A mio parere stiamo facendo i conti senza l’oste.

Vediamo un po’ la realtà italiana per quanto riguarda internet. E’ noto che il nostro Paese sia indietro, parecchio, rispetto alla media europea per quantità di utenti connessi. All’interno di questa media (già di per sé bassa), dobbiamo pure contare quali siano quelli che effettivamente utilizzano internet per informarsi e informare e quelli che lo usano per fini prettamente ludici (dal giochino online per bimbiminkia allo scaricamento selvaggio di pornazzi per manfruiti). Temo che, alla fine, internet raggiunga una minima parte di italiani. Quelli della manifestazione del No B Day, per intenderci. Che non cresceranno mai oltre più di tanto… Almeno nel breve periodo…
Faccio un’altra considerazione, molto più “pesante”, ed è quella relativa all’elettorato medio italiano. Bene, tra questi, mi chiedo, quanti vanno a a votare perché consapevoli dell’arma che hanno in mano (il voto) e quanti, invece, votano per fare un favore o, semplicemente, per vendere il proprio voto in cambio di una promessa di lavoro o anche di una semplice busta della spesa? 
Io parlo della mia realtà locale, Catania. Ho fatto per più di dieci anni il presidente di seggio e sempre in quartieri popolari, poverissimi, fin quando non ho deciso di mollare, dopo le ultime comunali in cui m’è toccato fare intervenire la polizia per far sgombrare il seggio dopo che, durante lo spoglio, mi ero trovato la sezione invasa da un branco di invasati che volevano sfasciare tutto e io che mi ero letteralmente seduto sulle schede per evitare che andassero distrutte o disperse. Beh, digressione a parte, la scena che mi si parava innanzi era sempre la stessa. Gente che arrivava col bigliettino in mano, procacciatori di voti che attendevano i votanti all’ingresso del seggio, poveri disabili trascinati a forza a votare e le confidenze della povera gente che serenamente ammetteva il fatto che il voto lo avevano venduto in cambio di una busta della spesa, di un blocchetto di buoni per il carburante, di una promessa di lavoro e via dicendo in un crescendo di squallore da far vomitare. Non contento di ciò, mi sono andato ad informare per avere riscontri e prove. E come ho fatto io, chiunque, può trovare in giro sulla rete, i video che testimoniano queste nefandezze. Non temo querele nell’affermare che anche l’attuale presidente della regione ha usato anch’egli questo sistema, come i forzisti del famoso 61-0. Ovviamente tutto tace in un mare di omertà: la procura può pure aprire fascicoli, ma se mancano i testimoni, li richiude immediatamente. E questa pratica è comune non solo qui a Catania, ma in tutta Italia. Cercate informazioni e vedrete quale sia la realtà. Mi sono chiesto se avrei dovuto denunciare quelle confidenze. Mi son risposto che le immagini parlano da sole e meglio di me.
Dove voglio arrivare? Questa gente porta un serbatoio di voti immenso. Questa è la gente da cui dovrebbe attingere un partito di sinistra, normalmente. Siamo arrivati ad un totale ribaltamento delle posizioni. La destra fa man bassa proprio qui. E’ un caso che le classi operaie abbiano votato in massa la destra? No. Perché aggiungendo a questo schifo, il fatto che queste persone, il vecchio proletariato di una volta, sono raggiunte solo da un determinato veicolo di informazioni che è la televisione (non per denigrare, ma non leggono i giornali, tranne la Gazzetta dello Sport) e il conto è presto fatto.
Signori, chi è che fa la rivoluzione in ultima analisi e da dove parte la rivoluzione? Dovrebbe farla il popolo in quanto tale. Bene… Se il popolo se ne fotte altamente delle proprie libertà civili, perché neppure ha idea di cosa siano abituato com’è alle elemosine ed è facile preda delle paure ataviche, se il popolo ha solo un possibile input che si chiama denaro affinché si senta toccato… Pensate davvero che una censura su internet e sui giornali possa fare la differenza?
Allora non è un FB che fa la differenza, pure se potrebbe esserlo per noi, che abbiamo la possibilità di navigare e certe cose sembrano scontate. 
Perché FB raggiunge una piccola porzione della popolazione italiana.
Allora? Che fare?
Tornare alla propaganda porta a porta. Come si faceva una volta. Radicarsi sul territorio. E questo, attualmente, non possiamo farlo noi quattro gatti, perché occorrerebbero anni.
Ci sarebbe qualcosa che ha ancora gli strumenti in mano per farlo. Allora diamoci sotto con i partiti di sinistra e cominciamo col cambiarli veramente da dentro. Svecchiamoli, rimettiamoli in moto. Togliamo potere ai poltronisti che finora li guidano e sfruttiamoli per riprendere in mano la situazione. Un PD (per dirne uno) ha ancora mezzi sul territorio. Riapriamo le sezioni di una volta, quartiere per quartiere, sfruttiamo la macchina organizzativa per fare propaganda: poche parole d’ordine ripetute porta a porta, come si faceva una volta.
Occorre togliere il terreno sotto ai piedi a chi, oramai, ha il controllo assoluto dei mass media. Cerchiamo e rivalutiamo altri mass media, molto più terra-terra che non siano internet. E allora cominceremmo ad avere i risultati. Il popolino, in fondo, non è stupido: è ignorante. Va avvicinato, informato, superando la naturale diffidenza che ha.
Premetto che non è cosa facile, ma non vedo alternative pratiche ed altrettanto efficaci. Si chiama propaganda e non per forza dev’esser fatta con i mass media di oggi. O, per lo meno, non solo con quelli.
Mi sembra di aver scritto un articolo per LC…
E mi rendo conto che mai, quando io avevo 18 anni ed ero un pischellino che girava con la kefiah protestando perché la democratica Israele fosse democratica anche verso i palestinesi, mi sarei ritrovato in una situazione così pericolosa per la nostra democrazia.

Continue reading » · Rating: · Written on: 12-17-09 · 1 Comment »

Ri-vaffanculo!

Ratzìnger Zeta, ma c’era bisogno che nalla tua chiesa fossero riammesse persone di questo genere?

Queste merde viventi, non hanno colpa: la merda é merda. Forse, la colpa, ce l’ha chi, queste merde, le ha clamorosamente perdonate e riportate all’ovile… Perché la novella del Figliol Prodigo ha il suo significato: il perdono é un gesto che nasce dal cuore. Si, vero, ma solo se l’altro, il perdonato, ha mostrato la volontà reale di pentirsi…

Questi, più che altro sembra, come il papa, vogliano riportare l’istituzione chiesa verso un percorso (minato) di lotta per la supremazia….

In fondo, credo, la risposta stà proprio qui: il perdono nasce da una simpatia, una condivisione empatica di certi pensieri, di certi modi di vedere, di certi modi di imporre una nuova visione della realtà… Tanti gesti portano a questa affermazione, troppi gesti. Inclusi quelli di questi giorni, che segnano nettamente la natura e la portata del nuovo predicato ecclesiale: supremazia, supremazia, supremazia. Basta col dialogo portato avanti dal precedente papa. Fine della discussione. Esiste un solo dio: ed é il nostro.

I miei complimenti…. Con buona pace della tolleranza, dell’amore verso il prossimo. Evidentemente si torna a fare un distinguo penoso tra prossimo e prossimo. Alcuni prossimi sono più prossimi di altri e degni di considerazione. Gli altri…. Sono peccatori e, in quanto tali, vanno combattuti.

Torneremeo alla santa inquisizione?

Continue reading » · Rating: · Written on: 01-29-09 · No Comments »

Sono con voi

Nel mio passato studentesco, la militanza ha sempre rappresentato un momento di crescita individuale e collettiva, sia dal punto di vista politico che sociale.

Oggi, dopo che il governo dei fantocci ha segnato un altro provvedimento meritorio di pura e semplice indignazione, perché la Cultura non si tocca, il Futuro non si tocca, si svolge lo sciopero generale degli studenti, dei professori, delle scuole e delle università Ed io decido, ancora una volta, da che parte stare. In coerenza ai tanti anni di lotte, alcune cruente, decido di stare dalla parte di chi dovrebbe pagare per una politica reazionaria, filofascista, antidemocratica, autoritaria, da stato di polizia.

La Repubblica é libera, é democratica e fondamento della libertà e della democrazia é pure l’Istruzione libera e garantita a qualsiasi grado e livello. Perché le scuole e le università preparano quelli che saranno le donne e gli uomini che avranno la responsabilità del futuro di questo paese. Donne e uomini dal sapere povero, saranno l’ossatura di un paese debole, ove i pochi potranno spadroneggiare sui tanti, in una perfetta visione autoritaria del potere. Questa pseudo-riforma, come l’hanno voluta battezzare i cari governanti in carica, é l’essenza di questa visione sciagurata. Tagliare fondi all’istruzione, cristallizzare le situazioni di baronaggio attive, depauperare le risorse destinate alla cultura, rendere l’istruzione un discorso legato al censo: i più poveri riceveranno un’istruzione sempre più povera. I più ricchi, quelli che potranno pagarsi le rette da migliaia di euro degli istituti privati, avranno accesso al sapere: a loro uso e consumo di classe.

E in quest’ottica vengono fuori le novità che sembravano relegate in un passato ormai di vent’anni e più. I fascisti che aggrediscono le manifestazioni pacifiche. Quelle fogne nere, quella marmaglia di teppisti violenti e ignoranti, sono usciti fuori dalle loro luride tane, con superbia e arroganza, nella certezza dell’impunità garantita dallo stato. Gli episodi di Piazza Navona ieri e le dichiarazioni spaventose di un Cossiga (basti leggere questo articolo per avere un’idea della pericolosa deriva che, certuni, vorrebbero intraprendere), mi hanno fatto tremare e ribollire il sangue nelle vene.

Occorre che tutti prendano una posizione decisa, che tutti facciano la propria parte. Che il tam tam della democrazia rimbalzi per ogni dove, anche qui, su internet, dalle pagine dei nostri blog. Anche se non siamo più studenti, anche se non siamo insegnanti, professori: ma la cultura e l’istruzione sono e devono essere di tutti e devono essere difese da tutti, indistintamente. In due anni, quasi, di potere, questo governo di burattini gestiti dal grande burattinaio in doppiopetto, stà minando pesantemente tutto ciò che era stato conquistato con anni di sacrifici, lotte, sangue.

Del resto, da un piduista (chi, dei giovani, sa cosa sia la P2?) non dovrebbe sorprendere il fatto che egli abbia portato avanti le tesi di un manifesto (il cd. “Piano di Rinascita Democratica”) che venne dichiarato eversivo dalle stesse istituzioni democratiche dello stato. Rileggendo quel compendio di criminale aggressione alla democrazia, fa riflettere che tante, troppe coincidenze si ritrovino nel programma di partito di Forza Italia prima e del Popolo delle Libertà poi… Del resto, qualcuno ebbe a dichiarare:

«Berlusconi è la materializzazione di un sogno antico, accarezzato da quel tale Licio Gelli… Andate a rilegervil il Piano di rinascita… Forza Italia è un partito tutt’altro che nuovo, è la riedizione – con lo stile e i mezzi degli anni Novanta – delle “premonizioni” gelliane. Al pari della Loggia P2, il partito berlusconiano è un’invenzione di uomini di potere, una creatura costruita in laboratorio e messa in circolo attraverso il monopolio televisivo privato… La P2 era nata per tutelare grandi interessi affaristico-massonici attraverso il diretto controllo del potere politico e dei corpi dello Stato; Forza Italia nasce allo scopo di perseverare il potere politico-affaristico del gruppo Fininvest e delle “entità” che lo hanno generato, non più tutelati dall’asse di ferro Dc-Psi»

Chi disse ciò? Umberto Bossi, in Tutta la verità, Sperling & Kupfer 1995, pagg. 31-32. Bello, vero? La gente ha la memoria corta, purtroppo…

E’ ora che si risveglino le coscienze. Non é dei fantasmi creati ad arte per giustificare uno stato di polizia che dobbiamo aver paura. Ma della violenza di stato. I primi non esistono: ma la seconda si. Ed è sotto gli occhi di tutti.

Continue reading » · Rating: · Written on: 10-30-08 · No Comments »

tragedie del passato

Era da tantissimo tempo che non sentivo parlare della tragedia argentina. La lettura di questa notizia mi ha riportato con i ricordi a quando ero bambino e, in un’Italia sconvolta dal terrorismo e dalle Stragi di Stato, le notizie frammentarie delle Madri de Plaza de Mayo alimentavano le fantasie libertarie di tanti ragazzi di allora. Ricordo che certe notizie le appresi nei locali della Parrocchia che frequentavo (se esiste un cristianesimo marxista e filo-comunista, ebbene, quella chiesa ne era parte integrante). Ero bambino, non ero capace di comprendere fino in fondo, la politica e gli ideali erano roba per grandi e poco avevano a che fare con le mie costruzioni lego, che rompevano la monotonia di tanti miei pomeriggi. Erano tempi duri, in cui la democrazia, nel mondo, visse la sua notte più nera. Erano i tempi in cui gli Inti Illimani cantavano per il loro Cile, “El puéblo unido, ¡jamás será vencido!” Eppure, quei ricordi mi accompagnarono nella mia maturazione politica negli anni successivi.

A distanza di tanti e tanti anni, le tragedie riaffiorano, i torti riemergono, le ferite si riaprono, vecchie cicatrici si lacerano.

Sono pure io dalla tua parte, Marìa Eugenia Sampallo Barragàn, perché paghino tutti. Non importa quanto tempo sia passato. Devono pagare.

Continue reading » · Rating: · Written on: 03-13-08 · 1 Comment »

Rivendico!

Io rivendico il diritto a sentire…

Io rivendico il diritto alla rabbia…

Io rivendico il diritto alla gioia…

Io rivendico il diritto alla sofferenza…

Io rivendico il diritto al dolore…

Io rivendico il diritto all’allegria…

Io rivendico il diritto ad amare…

Io rivendico il diritto alla giustizia…

Io rivendico il diritto alla libera espressione…

Io rivendico il diritto alla parola…

Io rivendico il diritto al pensiero…

Io rivendico il diritto alle emozioni…

Io rivendico il diritto alla critica…

Io rivendico il diritto alla difesa…

Io rivendico il diritto alle mie azioni…

Io rivendico il diritto alle mie reazioni…

Io rivendico il diritto alle conseguenze…

Io rivendico il diritto alle mie responsabilità…

Che nessuno, dico nessuno, venga a dirmi quel che devo fare: perché decido io cosa, come, quando e perché.

Continue reading » · Rating: · Written on: 03-05-08 · No Comments »

Grazie (ironico), da chi non può parlare…

Un giorno fa lessi una frase che destò un certo stupore in me, dato che non avrei mai immaginato una simile ammissione da parte di chi l’ha scritta: “A volte mentire è il miglior modo per difendere la verità.”.
Dopo quanto accaduto questa mattina, posso solo affermare che la verità da nascondere dev’essere sì talmente assurda e priva di logica, che, forse, sarebbe meglio non tanto nasconderla, quanto sparire, almeno non avendo la prospettiva di dover mentire ed essendo, così, onesti, almeno una volta tanto.
Perché di onestà si tratta, a questo punto, almeno nei confronti di chi, fino a qualche giorno fa, affermavi che “Mai più, succeda quel che succeda, mai più lui dovrà allontanarsi da me e da te, per nessun motivo al mondo: non confondiamo la nostra storia con lui: lui non deve soffrire la nostra assenza e pagare per quello che può accadere [e che é accaduto, NDA] tra noi due. Che sia ben chiaro questo!”. E’ una frase registrata sul mio cellulare. Registrata Martedì 19 Febbraio 2008. Carina da sentire, alla luce di quanto ho sentito oggi, 25 Febbraio 2008. Te l’avrei dovuta far riascoltare mentre mi dicevi che non mi sarei più dovuto permettere di farti rivedere lui, come ho fatto stamani, facendotelo trovare nella sua casetta… Come se uccidendo lui nella tua vita, compiendo quest’assassinio virtuale, tu possa essere in pace con te stessa e con la tua anima (quale anima, non saprei). Aggiungo che, effettivamente, stai in pace con il tuo egoismo, anche sentimentale… Eh si…

Ah, se pensi che sia illegale la registrazione, dato che la conversazione era tra me e te, per legge io posso registrare le mie conversazioni anche tacendotelo. Perché mi capita di registrarle, perché solo così posso rendermi realmente conto di come tu possa arrivare ad affermare tutto e il suo esatto contrario nel giro di un paio di giorni, come stavolta. Una cosa avvilente ed incredibile… Che dà pure spiegazioni su quale sia la tua assoluta instabilità emotiva se non psichica. Di questi voltafaccia repentini, nel giro pure di qualche ora, hai riempito gli ultimi mesi della nostra storia. E mi tocca pure scrivere in pubblico, perché più di una volta hai osato gettare fango sul sottoscritto… Tu affermi sempre di no, ma, guarda caso, a fronte della mia discrezione, gli altri si allontanavano sempre da me con facce sdegnate, come se io avessi commesso chissà quali crimini nei tuoi confronti, quando era l’esatto contrario tra bugie, tradimenti e maleparti. Ora mi esprimo io pubblicamente, per difendermi in maniera preventiva. Perché gli altri sappiano, prima che sentano la tua campana stonata, pure la mia. Perché la prima cosa che affermerai é che sono stato io a togliertelo: e non é vero. La seconda che io non solo te l’ho tolto, ma ho fatto in modo che tu non potessi più vederlo: non é vero e oggi te l’ho dimostrato. La terza che io uso lui per rivederti: non é vero e oggi te l’ho dimostrato, tant’é che ho dormito lì e potevo benissimo aspettarti e non l’ho fatto. La quarta che ti perseguito: non é vero, anche se lo meriteresti, dopo tutto il veleno che mi hai fatto ingoiare, tradimento dopo tradimento. Peccato che tu non aggiunga una quinta affermazione, molto più reale: perché non dici che tu avresti voluto lui tutto per te? Che io non avrei più potuto vederlo? Che io avrei dovuto rinunciare del tutto a lui? Perché non dici che hai affermato che con te lui stà meglio che con me, per giustificare quest’egoismo così rozzo? E perché non aggiungi qualche piccolo particolare in materia? Tipo che, se non fosse stato per me, a quest’ora lui sarebbe chissà dove, in qualche campagna o, peggio in un canile, perché tu avevi deciso di disfartene, perché i tuoi non lo volevano (infatti si é visto come non lo volessero: successivamente hanno aperto porte, portoni e porticati, accogliendolo a braccia aperte)? Perché non dici come stiano le cose veramente? Falsa e ipocrita, come sempre, per mascherare il tuo egoismo dietro ad una facciata di vittimismo. Io sono il mostro. Tu la vittima. Io sono il mostro che ti ha detto fino all’ultimo di condividerlo, come fanno tanti genitori divorziati con i figli: ci riescono loro, con tragedie ben più grandi, non dovremmo riuscirci noi, con lui? No: o tutto mio o tutto tuo. Secondo la logica dell’egoismo puro. Ed io, che sono il mostro, a questa logica non volevo starci e non ci stò. Io ho scelto di condividere ugualmente, nonostante tutto. Tu hai scelto di non farlo. La scelta é la tua. Non é la mia. Mi chiedo, chi é il mostro, allora?
Si, faresti meglio a sparire, perché, ancora una volta più che mai, dietro la bellezza struggente di tante tue frasi, di tanti tuoi scritti pubblicati sul tuo blog e che provocano ammirazione in chi li legge (anche in me, che ti conosco da anni), si nasconde una persona contorta, sofferente, totalmente inadatta ai sentimenti. Faresti meglio a ricercare te stessa, guardando lungo il percorso della tua vita dove tu (e non qualcun altro) ti sei smarrita: smarrita da sola e non per colpa di altri, come sovente affermi, in completa malafede.
Che dire… Non saprei cosa aggiungere. Avresti potuto scegliere un’altra strada. E te ne ho data piena dimostrazione oggi: é praticabile. Per contro hai risposto con una veemenza inusitata. Preferisci l’assassinio alla vita. Preferisci ammazzarlo nei tuoi sentimenti e far finta che non esista più, anziché ammettere che lui realmente esista ancora e che stamattina fosse contento di vederti… Sicuramente avrai pianto, poi sarai fuggita di corsa, com’é nel tuo stile…
Fuggi, fuggi mia cara… Scappa dai fantasmi che ti rincorrono e continua a fuggire per tutta la tua vita… Potrai esserne fiera, orgogliosa, potrai mostrare in pubblico i tuoi successi… Infatti, come tu stessa hai detto: “A volte mentire è il miglior modo per difendere la verità.”.
Sparisci dalla vista della mia vita, perché non troverai una parola di perdono da parte mia. Mai più…


Continue reading » · Rating: · Written on: 02-25-08 · No Comments »