A Song to say GoodBye
Missing…
Iconoclastia
Quando si intraprende qualcosa si nuovo si getta via tutto ciò che non serve.
La vita è un continuo rinnovamento: gli alberi non trattengono le foglie morte. Né la terra conserva i colori vividi simbolo dell’effimera vita delle farfalle, per quanto questi siano belli.
Ed è proprio l’inutile, l’effimero, ciò che non ha un senso, i ricordi che portano solo dubbi e domande, perché basati su un mare di menzogne e di illogicità, quello che prenderà per primo la via del cesso: tirare l’acqua e via, trascinati nel loro posto di elezione, la fogna. Là saranno digeriti e smaltiti: e non certo da me.
È come in primavera quando si fanno le grandi pulizie: tutta la roba vecchia viene gettata via, si cambia l’aria, si smaltisce il fetore accumulato in un lungo inverno.
Iconoclastia: distruzione dei simboli. Eliminazione di tutto ciò che ricorda un dolore: è questo il primo passo necessario a scrollarsi di dosso il marcio di qualcosa che ha solo logorato la mia vita non portando nulla, ma proprio nulla di bello e degno di essere ricordato.
Non avrò ricordi belli da portarmi dietro. Ma solo il terribile insegnamento di anni di logoramento, anni perduti e tolti alla vita e che non verranno più recuperati.
Devo guardare avanti: perché se mi guardassi indietro troverei solo il marcio della cancrena che non hai mai voluto curare e che ha roso tutto il bello che era in te. Tutto il resto è trucco, è maschera, come quelle degli attori di teatro. È facile recitare su un palcoscenico. È difficile vivere realmente la vita: e tu non vivi, reciti. Ciò che si vede di te è solo l’anonima controfigura di te stessa.
Io ho scelto di vivere: non ho mai accettato di recitare e di non essere me stesso. Né lo farò adesso.
La vita è altrove: non seguirò la follia di un’eterna fragilità umana; non seguirò l’incapacità; non seguirò l’inganno; non seguirò la truffa.
Non ho nulla da apprendere da te. Non puoi insegnarmi nulla: semplicemente perché non esiste peggiore insegnante di chi non ha la preparazione per farlo e maschera la propria ignoranza con l’arroganza. Proprio come te.
E allora va’: va’ dove ti porta il tuo cuore marcio.
Io vo, ma dove mi portano la mia testa e il mio cuore vivi. Perché io la vita la amo e la vivo: non la subisco come te.
Punto e a capo: si inizia con una nuova pagina bianca.
Benvenuta libertà.
In verità…
… quando certe persone hanno sempre bisogno di avere qualcuno accanto per poter muovere i propri passi, chiunque esso sia, mascherando tale incapacità con altro, con un sentimento, con una sensazione: in verità certe persone sono perdenti.
Vivere in solitudine e apprezzare la capacità di riuscire a stare da soli, risolvendo tutti problemi facendo leva solo su sé stessi, non è cosa per molti provarci: ed è cosa rara riuscirci davvero. Ma dannatamente benefica.
Anatema, allora, a chi ha bisogno di contare sempre sulla presenza di qualcuno al proprio fianco per sentirsi dentro la vita: non riuscirà mai a far nulla di buono, se non succhiando le energie altrui fino all’ultima goccia, vivendo sempre nell’ansia di ritrovarsi in solitudine e che chi si ha a fianco un bel giorno possa dire basta.
Anatema a chi si inganna, pensando che tutto questo sia un anelito di libertà o bisogno di una forte emozione o manifestazione di sentimenti alti: è solo l’incapacità di ammettere di non poter dire “posso farcela senza domandare niente a nessuno”. E’ il peggiore degli inganni che si possano fare a sé stessi.
Anatema a chi, facendosi forza sulla presenza di qualcuno al proprio fianco, osa pontificare, criticare, umiliare, ridere, scherzare, litigare, odiare: non da sé stessi vengono queste capacità, ma dal vivere come parassiti. E’ come il rampicante che cresce rigoglioso sul tronco di un albero: se l’albero muore, il rampicante morirà con lui, oppure troverà un altro albero vicino per poter ricrescere rigoglioso, in una apparente immagine di forza e rigoglio… Esso è e resta solo un parassita. Ogni successo, ogni applauso, ogni traguardo raggiunto sarà solo frutto della forza e dell’energia altrui, in mancanza della quale si sarebbe rimasti in mezzo ad un guado.
Anatema a chi, per questo, si sente forte, si sente bravo, si sente capace: appena fosse costretto ad andare sulle proprie gambe, crollerebbe rovinosamente.
Anatema a chi, così facendo, usa e getta le persone come fossero oggetti: siano esse persone amiche, siano esse parte della famiglia, siano esse la propria metà. L’intercambiabilità continua e repentina, cancellando con un colpo di spugna ciò che era fino al giorno prima, è funesto manifesto di totale disadattamento.
No… Non esiste migliore sensazione di potenza della propria vita che sentirsela dentro senza dover dire grazie a nessuno, fuor che a sé stessi. Ci si sente forti, potenti, pronti a spaccare il mondo e a rivoltarlo come un guanto. Non esiste migliore consapevolezza di sé stessi, quando un muro ci si para innanzi e si ha la sola certezza che quel muro o lo si scala da soli o si muore: e ci si sentono le mani e le braccia potenti, forti. Quando si è soli non si ha scelta.
E allora… Lungi da me la miseranda sensazione di dover vivere facendomi forza sull’energia trasmessami da un’altra persona. Lungi da me l’andare ad elemosinare l’appoggio altrui per potermi sentire forte. Lungi da me carpire l’energia di chi mi sta a fianco vendendo un bisogno come un sentimento. Lungi da me prendermi in giro sentendomi forte e non rendermi conto che la mia sola forza deriva da chi mi è vicino. Lungi da me correre il rischio di ritrovarmi debitore verso qualcuno, di trovarmi nei guai per aver preteso troppo dando in cambio qualcosa di mio che mai dovrei. Lungi da me il terrore cieco di potermi ritrovare solo con me stesso, perché incapace di stare da solo, con me stesso.
Oggi come ieri mi sento forte e il domani non mi fa paura.
La canzone dell’amore perduto
Ricordi sbocciavano le viole
con le nostre parole:
“non ci lasceremo mai,
mai e poi mai”
Vorrei dirti, ora, le stesse cose
ma come fan presto, amore,
ad appassire le rose
così per noi.
L’amore che strappa i capelli
é perduto ormai.
Non resta che qualche svogliata carezza
e un po’ di tenerezza.
E quando ti troverai in mano
quei fiori appassiti
al sole di un aprile
ormai lontano li rimpiangerai.
Ma sarà la prima
che incontri per strada,
che tu coprirai d’oro
per un bacio mai dato,
per un amore nuovo
E sarà la prima
che incontri per strada,
che tu coprirai d’oro
per un bacio mai dato,
per un amore nuovo.
Fabrizio De André – via F.Cioni
E se censurassero Internet?
Beh… A mio parere stiamo facendo i conti senza l’oste.
Vediamo un po’ la realtà italiana per quanto riguarda internet. E’ noto che il nostro Paese sia indietro, parecchio, rispetto alla media europea per quantità di utenti connessi. All’interno di questa media (già di per sé bassa), dobbiamo pure contare quali siano quelli che effettivamente utilizzano internet per informarsi e informare e quelli che lo usano per fini prettamente ludici (dal giochino online per bimbiminkia allo scaricamento selvaggio di pornazzi per manfruiti). Temo che, alla fine, internet raggiunga una minima parte di italiani. Quelli della manifestazione del No B Day, per intenderci. Che non cresceranno mai oltre più di tanto… Almeno nel breve periodo…
Faccio un’altra considerazione, molto più “pesante”, ed è quella relativa all’elettorato medio italiano. Bene, tra questi, mi chiedo, quanti vanno a a votare perché consapevoli dell’arma che hanno in mano (il voto) e quanti, invece, votano per fare un favore o, semplicemente, per vendere il proprio voto in cambio di una promessa di lavoro o anche di una semplice busta della spesa?
Io parlo della mia realtà locale, Catania. Ho fatto per più di dieci anni il presidente di seggio e sempre in quartieri popolari, poverissimi, fin quando non ho deciso di mollare, dopo le ultime comunali in cui m’è toccato fare intervenire la polizia per far sgombrare il seggio dopo che, durante lo spoglio, mi ero trovato la sezione invasa da un branco di invasati che volevano sfasciare tutto e io che mi ero letteralmente seduto sulle schede per evitare che andassero distrutte o disperse. Beh, digressione a parte, la scena che mi si parava innanzi era sempre la stessa. Gente che arrivava col bigliettino in mano, procacciatori di voti che attendevano i votanti all’ingresso del seggio, poveri disabili trascinati a forza a votare e le confidenze della povera gente che serenamente ammetteva il fatto che il voto lo avevano venduto in cambio di una busta della spesa, di un blocchetto di buoni per il carburante, di una promessa di lavoro e via dicendo in un crescendo di squallore da far vomitare. Non contento di ciò, mi sono andato ad informare per avere riscontri e prove. E come ho fatto io, chiunque, può trovare in giro sulla rete, i video che testimoniano queste nefandezze. Non temo querele nell’affermare che anche l’attuale presidente della regione ha usato anch’egli questo sistema, come i forzisti del famoso 61-0. Ovviamente tutto tace in un mare di omertà: la procura può pure aprire fascicoli, ma se mancano i testimoni, li richiude immediatamente. E questa pratica è comune non solo qui a Catania, ma in tutta Italia. Cercate informazioni e vedrete quale sia la realtà. Mi sono chiesto se avrei dovuto denunciare quelle confidenze. Mi son risposto che le immagini parlano da sole e meglio di me.
Dove voglio arrivare? Questa gente porta un serbatoio di voti immenso. Questa è la gente da cui dovrebbe attingere un partito di sinistra, normalmente. Siamo arrivati ad un totale ribaltamento delle posizioni. La destra fa man bassa proprio qui. E’ un caso che le classi operaie abbiano votato in massa la destra? No. Perché aggiungendo a questo schifo, il fatto che queste persone, il vecchio proletariato di una volta, sono raggiunte solo da un determinato veicolo di informazioni che è la televisione (non per denigrare, ma non leggono i giornali, tranne la Gazzetta dello Sport) e il conto è presto fatto.
Signori, chi è che fa la rivoluzione in ultima analisi e da dove parte la rivoluzione? Dovrebbe farla il popolo in quanto tale. Bene… Se il popolo se ne fotte altamente delle proprie libertà civili, perché neppure ha idea di cosa siano abituato com’è alle elemosine ed è facile preda delle paure ataviche, se il popolo ha solo un possibile input che si chiama denaro affinché si senta toccato… Pensate davvero che una censura su internet e sui giornali possa fare la differenza?
Allora non è un FB che fa la differenza, pure se potrebbe esserlo per noi, che abbiamo la possibilità di navigare e certe cose sembrano scontate.
Perché FB raggiunge una piccola porzione della popolazione italiana.
Allora? Che fare?
Tornare alla propaganda porta a porta. Come si faceva una volta. Radicarsi sul territorio. E questo, attualmente, non possiamo farlo noi quattro gatti, perché occorrerebbero anni.
Ci sarebbe qualcosa che ha ancora gli strumenti in mano per farlo. Allora diamoci sotto con i partiti di sinistra e cominciamo col cambiarli veramente da dentro. Svecchiamoli, rimettiamoli in moto. Togliamo potere ai poltronisti che finora li guidano e sfruttiamoli per riprendere in mano la situazione. Un PD (per dirne uno) ha ancora mezzi sul territorio. Riapriamo le sezioni di una volta, quartiere per quartiere, sfruttiamo la macchina organizzativa per fare propaganda: poche parole d’ordine ripetute porta a porta, come si faceva una volta.
Occorre togliere il terreno sotto ai piedi a chi, oramai, ha il controllo assoluto dei mass media. Cerchiamo e rivalutiamo altri mass media, molto più terra-terra che non siano internet. E allora cominceremmo ad avere i risultati. Il popolino, in fondo, non è stupido: è ignorante. Va avvicinato, informato, superando la naturale diffidenza che ha.
Premetto che non è cosa facile, ma non vedo alternative pratiche ed altrettanto efficaci. Si chiama propaganda e non per forza dev’esser fatta con i mass media di oggi. O, per lo meno, non solo con quelli.
Mi sembra di aver scritto un articolo per LC…
E mi rendo conto che mai, quando io avevo 18 anni ed ero un pischellino che girava con la kefiah protestando perché la democratica Israele fosse democratica anche verso i palestinesi, mi sarei ritrovato in una situazione così pericolosa per la nostra democrazia.
Considerazioni…
Guarda, il fatto non è che ci sia il busto di Mussolini in casa di certi loschi figuri che ci governano.
Il problema, enorme, è che Berlusconi sia andato al potere solo ed esclusivamente per un fine: evitare la galera. Per il resto non gliene frega nulla né di pensiero libero né di libertà. Lui pensa solo a sé stesso e a come pararsi il posteriore. Non è un caso che sia entrato in politica (guarda caso), non appena l’inchiesta di mani pulite aveva volto lo sguardo su di lui. Perché questa è la realtà storica: non lo dice Repubblica, né il Corriere, non lo dice Di Pietro, e neppure la sinistra. Lo dicono i verbali di indagine e le carte processuali. Le date, signori miei, sono quelle. C’è poco da fare. Altro che magistrati che lo hanno perseguito perché lui è entrato in politica. E’ l’esatto contrario. Carte alla mano signori. Carte alla mano. Berlusconi era sotto osservazione da ben prima che parlasse di entrare in politica. Eppure… Buona parte della gente è convinta del contrario e ha pure cancellato la memoria…
Quello su cui ha gioco perverso Berlusconi, è il fatto (da buon piduista) che avendo in mano quasi tutti i mezzi di informazione di massa immediata (che sono le TV e non i giornali), ha condotto una campagna di mistificazione lunga quasi vent’anni. In questo sì: è come ai tempi del fascio. Lì c’era il MinCulPop, qui la TV. E’ come la favola di Andreotti innocente: le carte processuali parlano chiaro. Il gobbo d’Italia non è innocente. Non è stato condannato non perché prosciolto, ma per prescrizione dei termini e per insufficienza di prove. L’assoluzione piena lui non la ha mai avuta. Anzi: risulta che lui abbia commesso vari reati… Peccato fossero prescritti, ormai. Eppure, nonostante gli atti processuali dicano una cosa… Si continua a credere agli asini che volano…
Aggiungi a questo il trasformismo politico dei vecchi democristiani (abituati da decenni a seguire il vento) e che pure un certo Bossi ha imparato molto bene (primo cecchino che lo definiva mafioso, piduista, malavitoso, malfattore, ecc. ecc. per poi diventarne il principale leccaculo in nome della padania) e il gioco è fatto.
Questo non è un ritorno al fascismo: i fascisti convinti non sono al governo (e poi guarda Fini). No, è qualcosa di peggiore, di strisciante, di elusivo. Qualcosa che fa breccia nelle paure ataviche della gente, che ne sfrutta l’ignoranza con una sapiente e continua mistificazione della realtà. Possibilmente qui io, tu e altri, ragioniamo e ci indigniamo semplicemente perché abbiamo spento la TV e acceso il cervello. E’ come con gli stranieri. Straniero=ladro/delinquente/assassino. E che è, ma tutti si sono dimenticati di com’era criminale e violenta la Milano o la Roma degli anni ‘70? Qualcuno mi dica se era colpa degli stranieri… O se era solo colpa dei terroristi. Film definiti trash come quelli di Maurizio Merli avevano un ben definito background. Eppure… In TV passano le favole… E la gente a bocca aperta: “Oooooh!”. Del resto, guarda, se un Corona viene invitato nelle discoteche come ospite d’onore e la gente paga per vedere sto’ gran cojone, è perché in TV vuoi o non vuoi passa sempre. E non solo: passa per il macho signoriiopossotuttosucchiatemelo che si permette il peggio e viene trattato come un birichino vivacello che, in fondo, non ha fatto male a nessuno. Ed ecco creato un altro simbolo di nullità. E come la gente continua a non vedere chi sia Berlusconi veramente (non è che, poi, ci voglia tanto: basta guardare ai risultati di un governo autoreferenziale e del tutto schizofrenico), allo stesso modo Corona passa per eroe. E se Marrazzo è un porco, lui che scopa in spiaggia con la Rodriguez è un macho. E Berlusconi che va a puttane e fa il moralista pro-famiglia al governo è normale. Ti rendi conto a che livelli siamo?
Qui le armi sarebbero inutili. Sarebbero così bravi da presentarsi come martiri…
E allora sì, potremmo davvero espatriare definitivamente.
Metti i cafoni alle isituzioni…
10:04
Gasparri: “La Consulta sezione di partito di sinistra”
a Corte Costituzionale ”da ieri non e’ piu’ un organo di garanzia”, ”ha ingannato il Capo dello Stato facendo una scelta gravissima”. Insomma, ”ci troviamo di fronte ad una Corte Costituzionale che e’ una sezione di partito di sinistra”. Lo ha detto il presidente del gruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri, intervenendo a ‘La Telefonata’ su Canale 5.
09:05
Gasparri: “Consulta occupata da militanti di parte”
“C’è un’occupazione politica della Corte costituzionale, un vulnus. La Corte è occupata da militanti di parte”. Lo ha detto il capogruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, nel programma “Mattino Cinque”.
08:45
Berlusconi: “Meno male che Silvio c’è, se no Paese alle sinistre”
“Per fortuna che Silvio c’è, altrimenti il Paese sarebbe nelle mani della sinistra” che “usa il potere giudiziario ai fini di lotta politica”. Lo ha detto Silvio Berlusconi al Gr1 Rai. Il premier è tornato ad attaccare la stampa: “E’ tutta di sinistra con in testa ‘Repubblica’ e gli altri giornali”; la sinistra, ha aggiunto il prmeier, “ha tutti i programmi di approfondimento politico con la tv pubblica”. (cfr. Porta a Porta, ndr)
08:31
Berlusconi: “Napolitano è di sinistra”
“C’è un capo dello Stato di sinistra e c’è una Corte Costituzionale con undici giudici di sinistra che non è certamente un organo di garanzia, ma è un organo politico come si è visto in questa occasione”. Lo afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al Gr Rai. Su Napolitano il premier aggiunge: “E’ stato eletto da una maggioranza di sinistra che non è più maggioranza nel Paese, e ha le radici della sua storia nella sinistra. Credo che anche l’ultimo atto di nomina di un magistrato della Corte dimostri da che parte sta”
Tratte da repubblica.it, corriere.it e confermate da altre fonti, ecco il must delle dichiarazioni di Berlusconi e di uno dei suoi lacché più unti, a seguito della bocciatura del Lodo Alfano da parte dei Giudici della Corte Costituzionale…
A dimostrazione del fatto che il rispetto per le istituzioni, per certa gente, non prescinde dall’opportunismo. Ci date ragione? Bene. No? Allora siete screditati. La Corte Costituzionale, signori. Il Presidente della Repubblica… Se non è eversione questa, allora cosa dovrebbe esserlo?
Mi ricorda la politica di qualcuno, un coglione dalla testa pelata che fece un certo discorso del Bivacco alcuni decenni fa’… Bontà sua si è visto che fine abbia fatto…







